Milano – Si terrà mercoledì 14 ottobre la conferenza “Women Economic Empowerment in the MENA Region”, organizzato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido). Nel corso dell’evento si discuterà di empowerment economico delle donne in Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Palestina e Tunisia. Il forum, che si terrà presso la sala conferenze del Media center di Expo 2015, si propone di contribuire alla condivisone delle buone pratiche legate al tema dello sviluppo dell’imprenditoria femminile in Medio Oriente e Nord Africa. L’esperienza diretta di alcune donne imprenditrici servirà a promuovere la creazione di un network di donne impegnate nello sviluppo sostenibile e inclusivo dei rispettivi paesi. All’evento parteciperanno imprenditrici, rappresentanti di istituzioni finanziarie, Ong e accademici.
Onu: presentato piano di spesa per il biennio 2016-2017
New York – Il Segretario Generale della Nazioni Unite Ban Ki moon ha presentato davanti all’Assemblea Generale il piano di spesa per il biennio 2016-2017, affermando che “la proposta di budget si fonda sugli importanti progressi raggiunti”. Il Segretario Generale ha presentato un piano di spesa di 5,57 miliardi di dollari per il biennio 2016-2017, ossia “l’1,6 per cento in meno rispetto al biennio che si sta per concludere”. Ban Ki moon ha evidenziato che alcune possibili spese non sono state prese in considerazione, in particolare per quanto riguarda l’attuazione dell’Agenda di azione di Addis Abeba, dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile e, auspicabilmente, dell’Accordo globale sul clima alla Conferenza di Parigi. “L’attuale proposta di spesa per il 2016-2017 non include alcune possibili implicazioni finanziarie richieste all’Organizzazione per il sostegno degli Stati membri nel raggiungimento di questi obiettivi”, ha detto il Segretario Generale dell’Onu che ha anche ricordato come, passati dieci anni da quando ha assunto l’incarico, metà del periodo di esecuzione del nuovo piano di spesa sarà gestito dal suo successore, nell’auspicio che le Nazioni Unite “facciano del proprio meglio per l’utilizzo delle risorse al servizio dell’umanità”.
Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030 sono il risultato di un processo di negoziazione che ha coinvolto i 193 paesi membri dell’Onu e che ha visto una partecipazione senza precedenti della società civile e degli altri soggetti interessati. Tra le altre cose, i 17 obiettivi mirano, entro il 2030, a sradicare la povertà estrema in tutto il mondo e a dimezzare la percentuale di uomini, donne e bambini di che vivono in povertà; creare assetti politici a livello nazionale, regionale e internazionale per sostenere maggiori investimenti nelle azioni di lotta alla povertà; porre fine a tutte le forme di malnutrizione; a raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di cibo su piccola scala, in particolare le donne, i popoli indigeni, le famiglie di agricoltori, i pastori e i pescatori, anche attraverso un accesso sicuro ai terreni e alle risorse agricole; ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 casi ogni 100 mille nati vivi; porre fine alle morti evitabili di neonati e bambini sotto i cinque anni di età; porre fine alle epidemie di Aids, tubercolosi, malaria; ridurre di un terzo la mortalità prematura causata da malattie non trasmissibili.
Tra gli altri obiettivi affermati dalla nuova Agenda, il riconoscimento di un’educazione inclusiva e paritaria per tutti; il pieno raggiungimento della parità di genere e dell’empowerment femminile; l’accesso universale all’energia sostenibile; il sostegno alle infrastrutture e all’innovazione; la promozione di modelli di consumo e di produzione sostenibili; l’adozione di misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e promuovere un uso sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine; il contrasto alla desertificazione, al degrado dei suoli e alla perdita della biodiversità; la promozione di società giuste, pacifiche e inclusive; il sostegno ad un rinnovato partenariato per lo sviluppo.
Misure per l’autoimprenditorialità – Nuove imprese a tasso zer
Sulla base dell’esperienza maturata nell’applicazione del principale strumento nazionale di sostegno alla realizzazione e all’avvio di nuove attività imprenditoriali di piccola dimensione, il decreto legislativo n. 185/2000 di cui Invitalia è il soggetto gestore, è stata introdotta dal legislatore una radicale modifica degli incentivi in favore dell’autoimprenditorialità di cui al Titolo I del citato decreto legislativo.
Per l’applicazione dell’intervento è stato adottato il nuovo regolamento con il decreto 8 luglio 2015, n. 140.
Le principali novità sono:
si rivolge non solo ai giovani fino a 35 anni, ma anche alle donne indipendentemente dall’età;
è applicabile non più nelle sole aree svantaggiate ma in tutto il territorio nazionale;
non prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto, ma solo la concessione di mutui agevolati a tasso zero, per investimenti fino a 1,5 milioni di euro (per singola impresa);
possono presentare la domanda di accesso alle agevolazioni le imprese costituite al massimo da 12 mesi;
possibilità di presentazione della domanda anche da parte di persone fisiche che intendono costituire una società.
Sono agevolabili, fatti salvi alcuni divieti e limitazioni previsti dal regolamento comunitario sugli aiuti d’importanza minore, cosiddetti de minimis, le iniziative che prevedono programmi d’investimento non superiori a 1,5 milioni di euro relativi a:
produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;
fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
commercio e turismo;
attività riconducibili anche a più settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, riguardanti:
la filiera turistico-culturale (intesa come attività finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi);
l’innovazione sociale (intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative).
Le agevolazioni sono concesse, sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, ai sensi e nei limiti del sopra citato regolamento de minimis, che prevede, in particolare, che le imprese possono beneficiare delle agevolazioni fino al limite massimo di 200 mila euro, tenuto conto di eventuali ulteriori agevolazioni già ottenute dall’impresa a titolo di de minimis nell’esercizio finanziario in corso alla data di presentazione dell’istanza e nei due esercizi finanziari precedenti.
L’impresa beneficiaria deve garantire la copertura finanziaria del programma di investimento apportando un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari al 25% delle spese ammissibili complessive.
Con circolare direttoriale 9 ottobre 2015 n. 75445 sono stati definiti i termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione.
Le domande di agevolazione, corredate dei piani di impresa e della documentazione potranno essere presentate al Soggetto gestore a partire dal giorno 13 gennaio 2016.
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