PENSIONI

30/05/2016 – Pensioni, flessibilita e lavoro: incontro con l’on. Cesare Damiano, presidente della commissione lavoro della camera

Roma, 20 maggio 2016 – Si è tenuto ieri, 19 maggio, presso la sede federale, un incontro molto proficuo, sui temi relativi alle pensioni, alla flessibilità e al lavoro, con l’On. Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati ed ex Ministro del Lavoro al quale ha preso parte una rappresentanza degli Organi della Federazione.

Dalle dichiarazioni dell’On. Damiano è emersa una forte sintonia con le posizioni più volte espresse dalla Federazione sul nostro sistema previdenziale che, a seguito dei ripetuti interventi legislativi degli ultimi anni, ha raggiunto un sostanziale equilibrio di medio-lungo periodo, come risulta anche dalle previsioni contenute nel DEF recentemente approvato dal Governo, in cui la stima della riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica rispetto al Pil prevede risparmi di spesa per 900 MLD, il 60% del PIL al 2050, un valore pari a circa la metà del debito pubblico.

Le valutazioni espresse da Federmanager in numerose sedi politico-istituzionali su questi temi, quindi, hanno avuto credito presso importanti rappresentanti delle Istituzioni.

“I conti tornano – ha dichiarato il Presidente Federmanager Stefano Cuzzilla – se si distingue la previdenza dalle numerose voci di spesa che gravano impropriamente sul bilancio dell’Inps e che corrispondono a prestazioni di assistenza pura”. La spesa previdenziale include, infatti, una quota significativa di prestazioni che hanno una vera e propria natura assistenziale (93 miliardi trasferiti dalla fiscalità generale) e il pesante carico fiscale che grava sulle pensioni (43 miliardi di euro), si deve riconoscere la verità di un conto economico dell’Inps in sostanziale equilibrio, per cui non sarebbe giustificabile un ulteriore intervento che penalizzi le pensioni

A tale proposito, Damiano ha ricordato come nell’audizione presso la Commissione Lavoro del 15 marzo scorso, i Vertici Inps abbiano formalmente dichiarato l’impossibilità di ricalcolare le pensioni con il metodo contributivo oggi percepite sulla base del sistema retributivo, per l’assenza dei dati necessari per l’eventuale ricalcolo, sia nel settore privato ma soprattutto nel settore pubblico, e ammettendo che, proprio nel caso delle pensioni di importo più elevato, se ricalcolate con il metodo contributivo molte di esse potrebbero anche aumentare.

“In un mondo del lavoro fortemente flessibile, – ha commentato ancora Stefano Cuzzilla – oggi il nostro sistema pensionistico presenta rigidità che si devono correggere per favorire il ricambio generazionale e stimolare l’occupazione”

Per questo l’On. Damiano ha dichiarato di essere già al lavoro per una revisione della propria proposta di flessibilità nell’accesso dei lavoratori al trattamento pensionistico – proposta di legge n. 857, risalente ormai al 2013 – che sostiene la possibilità di andare in pensione, su base volontaria, con 4 anni di anticipo per i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni, applicando una penalizzazione media del 2% annuo sull’importo della pensione.

“Da questo punto di vista, – ha sostenuto ancora il Presidente Federmanager – siamo favorevoli ad un accesso flessibile alla pensione che consenta una vera anticipazione in modo strutturale, di 4 anni e non di 3 anni rispetto ai requisiti attualmente previsti per la pensione (62 anni e 7 mesi) ma con un abbattimento equo in termini attuariali e non crescente al crescere della pensione, per coloro che volontariamente decidono di uscire dal mondo del lavoro”

Tra i possibili interventi sul tavolo si è discusso di introdurre una misura di politica economica, occupazionale e sociale, per agevolare il turn over occupazionale ma che dovrebbe riconoscere una maggiore attenzione ai lavori usuranti ed ai disoccupati, oltre a dover considerare, in caso di crisi aziendali, che anche le imprese facciano la loro parte nel farsi carico dei costi per agevolare tali uscite.

In questo quadro, sulla misura dell’Anticipo Pensionistico (A.PE.) annunciato dal Governo, pur non avendo ancora riferimenti certi, la Federazione dei manager industriali ha manifestato le proprie perplessità, peraltro condivise dall’ex ministro, si nutrono già molte perplessità in quanto si tratterebbe di un prestito e non di una anticipazione; riguarderebbe soltanto i nati negli anni 1951/’52/’53 ma per i primi due anni sono già previsti provvedimenti che ne consentirebbero l’accesso alla pensione, quindi la misura coinvolgerebbe pochi casi e realmente solo i nati nel 1953; la penalizzazione crescerebbe al crescere dell’importo della pensione in misura ancora non ben definita.

Soprattutto, tale misura, per come è stata fino ad oggi presentata, è apparsa come una operazione puramente finanziaria e, in quanto tale, priva del carattere strutturale necessario a risolvere il problema per gli anni a venire.

“Il problema reale – ha concluso Stefano Cuzzilla – è quello di garantire ai nostri giovani, che già accedono nel mondo del lavoro più tardi, un’occupazione continua e di qualità, perché solo attraverso una buona occupazione si potrà generare una buona pensione, mentre da una vita lavorativa povera o discontinua non si potrà avere che una pensione povera, perché si saranno versati pochi contributi”.

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e Commerce

Milano 30/05/16 – I dati di un’indagine di Netcomm-Polimi (fonte: Corriere delle Comunicazioni del 20 maggio 2014) concedono un po’ di ottimismo e forniscono cifre incoraggianti, ogni tanto ci vuole:

20 milioni gli italiani che almeno una volta nella vita hanno comprato online un bene e servizio;
16 milioni quelli che hanno effettuato un atto d’acquisto negli ultimi 3 mesi;
9,4 milioni gli e-shopper abituali, che comprano su base mensile, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente;
6 milioni gli acquirenti sporadici che fanno uno o due acquisti in un trimestre;
50 milioni le operazioni complessive nell’ultimo trimestre, con una crescita del 17% e una proiezione a 200 milioni a fine anno.
Tutto fa credere che l’E-Commerce in Italia stia evolvendo verso il NetRetail. Infatti se gli acquisti online incidono per il 2% sul totale del commercio, in realtà ben “il 10% dei 700 miliardi di acquisti retail è deciso informandosi sul Web”. Non solo cresce l’E-Commerce, cresce anche l’InfoCommerce. È costante l’aumento del numero di coloro che utilizzano la Rete per informarsi su prodotti che poi comprano off-line. Turismo ed elettronica fanno la parte del leone.

Certamente una forte spinta alla diffusione dell’E-Commerce sta derivando dall’incremento di utilizzo di sistemi mobili connessi alla Rete e in un certo qual modo anche all’aumento di banda, sebbene il problema del digital divide sia ancora una priorità per l’Italia. Il Mobile Commerce vive un vero e proprio boom, crescendo nel 2013 secondo uno studio effettuato dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm–Politecnico di Milano a 637 milioni. Nel 2014 si prevede una crescita del 85% che porterà il Mobile Commerce a superare 1 Miliardo di €. Gli acquisti via smartphone e tablet raggiungeranno circa un quinto delle vendite di e-commerce.

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